1900.10.09.a


Elvira Bonturi

Bruxelles, 9 ottobre 1900


Lettera su carta intestata Le Grand Hotel Bruxelles 1
Luogo di conservazione: I-Lmp
Descizione documento
Pubblicazione: parziale in inglese Marek 1951, pp. 92–93, 94, e 209–210; parziale Carner 1981, p. 106 e p. 255
Trascrizione: dall'originale
Note editoriali: la lettera è sicuramente da collocare prima del matrimonio di Fosca Gemignani, quindi prima del 16 luglio 1902; Puccini prima di allora fu a Bruxelles solo nel 1900, dal 6 al 26 ottobre; dato che le prove sono indietro e che Puccini ritiene impossibile che l'opera vada in scena prima del 20, non resta che martedì 9 ottobre, tra i due martedì possibili.

Martedì sera

Cara Elvira
son le 11.30 e annojato fino all'eccesso in questo paese! Le prove sono indietro molto mi dicono che sperano andare prima del 20 1 = è impossibile – Per fortuna qui ho trovato un certo sig Piatti milanese e un certo De Mole livornese che sono gentilissimi e mi fanno compagnia – qui nessuno parla italiano – son dolori per me.
Mi scrivi piena di sconforto e di tristezza – e io? siamo due esseri strani noi! ma un po' di colpa ce l'hai tu – cara Elvira, tu non sei più la stessa i nervi tuoi ti dominano, più un sorriso, più un viso aperto – Io in casa mia mi sento più estraneo di te – oh la bella intimità nostra dei primi tempi! Noi passiamo dei mesi (almeno io) in casa d'altri! non dico questo per lagnarmi di Ida di beppe 2 etc, no! loro son buonissima gente, carissime persone, ma la loro presenza sempre in mezzo a noi ha dato lo sfratto alla nostra intimità – Tu ti sei sempre annoiata in campagna e io l'ho amata tanto – hai avuto bisogno dei tuoi parenti per alleggerirti del peso noioso del verde – Te li ho dati e ciò ha dato delle scosse (non definitive spero) alla nostra cara e passata intimità – aggiungi poi il contrasto violoncellistico causato da eccesso di sentimento mio e da una certa superbia logica che non mi permette di vedermi tra i piedi un individuo (che mi è antipatico) e che è un suonatore di orchestra3 – insomma io son Puccini ! e lui è un misero suonatore – non è superbia vera è una giusta avversione per un uomo che non vale e che mi porta via un essere cui ho voluto tanto bene e che tu mi hai portato in casa e che ho veduto svilupparsi come cosa cara e amata – Ormai all'idea che debba andarsene mi ci sono adattato, non mi adatterò mai che si sposi ad un tipo che non mi persuade per la sua posizione etc etc – Gioii all'idea di Leonardi, Tenore è vero, ma sperabile che sia tanto cane da ritornare uomo!
Io in casa mia, è vero, non mi ci trovo più è tutto fuori che casa mia – sono temuto e non amato da nessuno – Lontano ci sto male – penso sempre ai bei tempi scorsi – benché il materiale benessere facesse difetto – ma non eravamo per ciò meno contenti – tu sei infelice? io 2 volte! ecco tutto – e non vedo via di scampo – questo è il male! Ho speso un occhio per una pazza idea: chiatri – avessi almeno da te o da Fosca sentito dire: è vero che è scomoda e ti costa tanto, ma là saremo felici, ci verremo, tu ci lavorerai tranquillo! Mai una parola d'incoraggiamento, mai una gentilezza!
Ho finito per la sovrana legge della insistenza a pigliare in odio Chiatri, che pure quando lo comprai e incominciai i lavori mi era così simpatico! tutto questo per voi altri che mai l'avete avuto una parola gentile e espresso una simpatia fosse pure ispirata a buon volere rispetto a me al mio lavoro che lassù avrei potuto compiere –
La tua lettera mi ha fatto pena e tanto –
Se per i dolori morali il rimedio è difficile (non tutto certo per mia causa), pensa a curarti il male che hai – se il medico attuale non ti va, mandane a cercare un altro –
Io ho avuto 2 lettere impostate lo stesso giorno domani ne troverò delle altre – nelle quali spero tu sarai più calma e mi dirai che il tuo male migliora – Non è un male serio, ma uggioso – dà ai nervi, agisce sul morale
Spero che diminuendo il male la calma ti ritornerà – questo ti auguro di cuore –
Per la lancia4 incaricai un bravo ingegnere dell'Accademia Navale5 il quale mi ha dato ragguagli, dopo fatte le prove, che la velocita [sic] di 1000 400104006 fu raggiunta (equivalente a 6 miglia e mezzo) e che in moto ci si mette subito – Era caricata di 5 persone e un quintale di ghisa –
Che dovevo fare? io speravo che né la velocità né la rapida messa in moto non fossero raggiunte e invece dopo la definitiva ed ultima prova, furono raggiunte e io ho dovuto prendermela perché l'avevo ordinata – dunque non sono stato né corrivo, né mi sono fatto imbrogliare –
Tonio mi ha scritto – che l'esame è andato bene – Basta che sia a Milano con tutti i documenti il 13 corr:[ente] Pieri e il sor Giulio sono a sua disposizione –
Smetto perché è Tardi vò a letto – tanti baci a te e Fosca a Tonio e saluti a Ida dal tuo
GPuccini

1. La prima de La bohème a Bruxelles in realtà fu il 25 ottobre 1900.

2. Giuseppe Razzi.

3. Evidentemente Puccini non gradiva l'anonimo violoncellista, corteggiatore di Fosca Gemignani in quel momento.

4. Puccini allude all'acquisto di un'imbarcazione, per il quale era in trattative con un ingegner Arabia ed aveva chiesto la consulenza dell'ingegner Adolfi della Marina.

5. La storica Accademia Navale di Livorno.

6. 10,4 km/h.

Centro Studi Giacomo Puccini© Settembre 2006
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