1891.05.23.a
Lucca, 23 maggio 1891 |
Cara Elvira,
ore 9 1/2
di mattina
sabato
sono in camicia, ti scrivo subito perché tu riceva questa mia in giornata.
è tutta una calunnia vile il discorso di Prinot figurati che quando detti le famose lettere a
Prinot piangevo come un bimbo e questo te lo sai, se non ti avessi
voluto bene, mi sarebbe dispiaciuto così a darti il colpo?
Sono discorsi
suoi da discorsi magari del Carignani, Prinot
stufo lui della sua mi diceva
sempre e mi consigliava di finirla con te, io posso aver risposto: (può darsi)
son cose che col tempo si accomodano, speriamo nel tempo che è galantuomo –
io per me all'Elvira
non darò mai un colpo simile se lei si scorda di me allora è
un' [sic] altro par di maniche – di certo
l'esser libero è una bella cosa etc
forse questi discorsi li avrò fatti, per spavalderia, per bello spirito, sai benissimo che quando si
è fra uomini se ne dice tante, ma da questo ad affermare che io ho questa ferma idea di tradirti ci corre
ti assicuro Elvira mia che tutto ciò è falso
falsissimo –
Dunque calmati e credi al tuo topisio
1, che ti vuole e ti
ha voluto tanto bene.
A noi ora: a Lucca levatelo pure dalla testa non ci puoi venire
tu sapessi che direbbero che
farebbero, fra tutti i miei e i parenti suoi2 e la cittadinanza intera! Dunque di
venire te a Lucca è una cosa impossibile mi
costringeresti ad andarmene sul momento per non trovarmi a storie serie che ci nuocerebbero
assai se tu andassi con tua madre3 tanto e
tanto! ma anche lì sarebbe un brutto affare – in questi pochi
giorni ho capito in che paese siamo –
Per carità non mi dar dispiaceri, pazienta. se viareggio è impossibile per te non ci andrò neppure io
– Io non so consigliarti niente perché l'affare è
molto imbrogliato ti accludo le 5 lire –
mi logro come una
candela per te e per la giornata d'oggi per saper l'arrivo di
Bambacini
4 – –
è un gran pasticcio!
Ho da
lavorare e tanto lo sai e dal mio lavoro dipende tutto5 – e non ho la quiete che mi
bisogna
per carità topisia pensa a
me e fa' il sagrifizio di esser calma e star al tuo posto – non temer di
me io sono e sarò sempre il tuo topisio d'amore e verrà tempo che saremo quieti e felici
– vado ora da Giannini dopo (stasera ti riscrivo[)]
–
addio un bacio di cuore
1. I nomignoli Topisio e Topisia compaiono nelle lettere di Giacomo ed Elvira nei momenti migliori.
2. Del marito di Elvira, Narciso Gemignani.
3. Maria Torre.
4. Soprannome di Narciso Gemignani.
5. Puccini aveva già strumentato il primo atto di Manon Lescaut, ma mancava ancora molto della composizione.
Centro Studi Giacomo Puccini© Settembre 2006
Crediti