Il modello di codifica DALF
Il progetto DALF (Digtital Archive of Letters Flanders) realizzato dal CBT (Centrum voor Teksteditie en Bronnenstudie) nasce dall'esigenza di poter avere a disposizione il corpus di lettere di scrittori e compositori, in maniera tale da fornire informazioni importanti circa, per esempio la scrittura o il processo che ha portato alla composizione di una determinata opera. Ma le lettere forniscono anche la possibilità di datare e quindi dare un ordine cronologico, nonché avere ulteriori particolari biografici sull'artista.
Per accertare la massima flessibilità e (re) usabilità di ciascuna delle edizioni elettroniche DALF, è richiesta una struttura convenzionale che possa garantire l'integrazione uniforme di nuovi progetti. Il progetto è voluto partire sin dall’inizio dall’aderenza agli standard internazionali per la codifica elettronica di testi, si è scelto così di utilizzare l’XML (eXtensible Markup Language) che, grazie alla DTD (Document Type Defintition) allegata ad ogni documento, permette di specificare tutti gli elementi leciti all’interno di una classe di documenti e definirne la struttura, sia degli elementi stessi che dei suoi attributi.
Come punto di partenza il DALF ha adottato lo schema di codifica della TEI (Text encoding Initiative), sigla che identifica un progetto internazionale per sviluppare un modello di codifica normalizzato dell’informazione testuale in formato elettronico. Ma poichè le lettere hanno bisogno di ulteriori elementi specifici per la codifica, si è deciso di estendere questo schema per adattarlo meglio allo sviluppo della DTD DALF.
Inizialmente il Progetto epistolario non aveva aderito a questo schema di codifica, ma essendo nata una versione stabile di DALF, la 1.0, si è deciso di farlo. Questo ha portato numerosi vantaggi, fra i quali la sicurezza di aderire ad un progetto di dimensione internazionale che permetta quindi anche un dibattito più ampio sulle edizioni elettroniche dell’epistolario.